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Tipo di modalità descrittiva: Format breve

Guarda che emozione

Il progetto è nato per creare un clima sereno in classe, favorendo l’apprendimento e affrontando le emozioni dei bambini, spesso vivaci o con vissuti particolari. Gli alunni hanno partecipato con entusiasmo a attività su emozioni, sensazioni e reazioni corporee, scoprendo le cinque emozioni primarie: rabbia, tristezza, gioia, disgusto e paura. Hanno imparato che anche le emozioni sgradevoli sono importanti e aiutano a comunicare i propri problemi. Il percorso è stato pianificato e adattato più volte in base alle esigenze dei bambini, permettendo di comprendere meglio le loro emozioni e l’importanza di essere ascoltati.

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Attenzione, attenzione! È il comandante che vi parla…

Le attività proposte sono molte: il docente ne deve scegliere alcune e dedicarsi a quelle, accompagnando l’allievo in un percorso che parta dai mezzi che hanno avuto lo scopo di manipolare le menti per arrivare a ciò che ha messo la democrazia in crisi, attualizzando il tutto agli eventi e ai temi cruciali del XX secolo, ma anche ad argomenti più vicini al vissuto degli stessi allievi, come
l’emergenza legata alle fake news, che, in un mondo interconnesso, viaggiano velocemente influenzando le opinioni e i modi d’agire delle persone.

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A caccia di minerali

All’inizio dell’anno volevamo lavorare sull’acqua, ma la scoperta di un presunto “meteorite” portato da un alunno ci ha spinti a indagare sulla sua origine. Dopo osservazioni, ricerche e l’intervento di un gemmologo, abbiamo scoperto che si trattava di vetro artificiale, trasformando la delusione in curiosità verso il mondo dei minerali. Abbiamo così esplorato la loro formazione, la morfologia del Ticino, le tipologie di rocce e la loro classificazione, fino a ricostruire, attraverso fonti storiche, la storia della lavorazione dei metalli nel nostro territorio.

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Costruiamo insieme il nostro percorsovita

L’itinerario è iniziato ancora prima delle vacanze estive con la condivisione di senso. Attraverso delle domande stimolo si è giunti all’idea di valorizzare l’area boschiva, appena recuperata, realizzando un percorsovita. Se per il docente sono chiare le diverse tappe, le modalità organizzative e l’iter da seguire per giungere al termine del progetto, per l’allievo non lo sono per niente. Tuttavia, si è voluto fin dall’inizio lasciare piena libertà ed autonomia agli allievi di fare le proprie scelte, sia per quel che riguarda i contenuti, ma anche per le modalità di lavoro. Per questo motivo il progetto si è sviluppato progressivamente in base a quanto emergeva da parte degli allievi e alle scelte da loro fatte. Il ruolo del docente rimaneva quello di accompagnare la classe in questi momenti di
condivisione, riflessione e scelta.

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Dalle stelle alle stalle

L’esperienza con il modellino ha permesso agli allievi di esplorare concetti in modo pratico e divertente, favorendo il confronto, la collaborazione e la costruzione di un sapere condiviso, mentre il docente, pur richiedendo energie e attenzione, ha potuto osservare la loro curiosità, il ragionamento e l’entusiasmo, trasformando l’attività in un percorso di apprendimento significativo e duraturo che continua a essere adattato per altri cicli scolastici.

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Allenare l’oralità con la valutazione tra pari

Prima di iniziare l’attività gli allievi sono stati divisi in gruppi di lavoro eterogenei. Poi è stato distribuito un testo storiografico da leggere, sottolineare e analizzare, con la mediazione del docente, a partire dal quale creare una mappa concettuale. A seguire i docenti, in una lezione dialogata, hanno adattato i criteri del CQT per l’oralità, già adoperati durante le presentazioni orali di italiano, alle specifiche competenze richieste dall’attività di storia, co-costruendo
con i ragazzi la griglia valutativa di riferimento. A questo punto gli allievi si sono dedicati alla preparazione dell’esposizione orale: ogni coppia/gruppo, sfruttando la mappa concettuale costruita e tenendo in considerazione i criteri valutativi
concordati, ha avuto a disposizione il tempo necessario per ripetere più volte ai propri compagni di lavoro il discorso da presentare alla classe. Durante l’esposizione orale di ciascun gruppo il resto della classe era impegnato nell’ultima fase dell’attività, quella della valutazione tra pari, effettuata compilando la lista di parametri concordata ed infine condividendo coi compagni scelte valutative e suggerimenti per migliorare.

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Biomusicologia nell’insegnamento musicale

Le situazioni problema proposte consentono di sviluppare i processi cognitivi inerenti alle competenze trasversali ed ai contesti di formazione generale con una presa di coscienza del rispetto dell’ambiente e delle diverse forme di vita.
In un mondo dove non ci si ascolta più, dove la voce ricca di note emotive è stata sostituita da aridi messaggi è di fondamentale importanza educare all’ascolto e attraverso l’ascolto dei canti degli uccelli abbiamo potuto cogliere il particolare dall’insieme, riconoscere i linguaggi musicali e interpretarne il significato comunicativo.
Oltre allo sguardo sulle competenze musicali condivise, si è cercato di utilizzare il mondo sonoro per stimolare l’immaginazione dei bambini e offrir loro un altro canale di apprendimento per conoscere l’etologia degli uccelli, ad esempio come rappresentare attraverso la musica i diversi tipi di volo, oppure sonorizzare le attività degli uccelli nelle diverse stagioni e improvvisarle con gli strumenti
musicali.

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iBuddy – L’indovino automatico

Durante la sessione i partecipanti vivono una simulazione con iBuddy, un android sintetico inserito nella classe. Usando l’app, configurano il compagno e forniscono dati personali. L’app raccoglie informazioni dai loro dispositivi, che vengono poi utilizzate per creare domande “sorprendenti” durante la discussione. L’effetto stimola riflessione, consapevolezza e apprendimento sull’uso dei dati personali e la privacy digitale.

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