Aspetti metodologici

Un approccio alla complessità

La complessità sopra richiamata non può essere affrontata senza un apparato metodologico strutturato e adeguato a farsi carico delle diverse sfaccettature che caratterizzano i vari fenomeni interconnessi, inseriti cioè in una rete di relazioni multiple, in cui un piccolo cambiamento, all’interno di un sistema, può causarne uno enorme in un altro.

Per questa ragione, occorre sollecitare negli allievi lo sviluppo di opportuni atteggiamenti mentali e di adeguate strategie di lettura dei fenomeni, che permettano loro di prendere atto della ricchezza dei diversi sistemi e delle varie relazioni.

Tuttavia, si tratta pure di provare ad affrontare compiti adeguati di interpretazione e di assunzione di decisioni, accettando contestualmente l’incertezza e la provvisorietà insite in qualunque tipo di opzione possibile, in una realtà in continua trasformazione.

Questo significa assumere pienamente la rilevanza dell’asse spazio-temporale per l’interpretazione dei fenomeni e per la presa in carico di decisioni consapevoli: occorre quindi inquadrare i temi e le problematiche rispetto alle loro implicazioni passate, presenti e future, focalizzando l’attenzione tanto sulla loro natura locale quanto sulla relativa portata globale.

Educazione alle scelte e progetti personali

Tali atteggiamenti e strategie vengono assunti proprio all’interno dell’ambito trasversale scelte e progetti personali, inteso come approccio didattico multidisciplinare e trasversale, aperto e sfidante, ideale per porre domande adatte alle età dei diversi discenti e per configurare percorsi adeguati alla costruzione di progetti personali. Questo approccio, globale ed integrato, si caratterizza come una sorta di educazione alle scelte, in grado di promuovere un corredo di atteggiamenti e operazioni mentali orientato all’elaborazione della complessità, che si articola in dimensioni conoscitive e metodologiche, socio-emotive e realizzative. Questi atteggiamenti si traducono in reali disposizioni ad agire, integrate e complementari alle competenze trasversali, permettendo all’individuo di incrementare le sue possibilità di agire consapevolmente nel mondo. In riferimento a queste linee educative, l’attività di educazione alle scelte assume ulteriore spessore, nel terzo ciclo, in relazione all’orientamento scolastico e professionale e al percorso di conoscenza di sé che vuole portare allieve ed allievi ad impostare il loro cammino dopo la scuola dell’obbligo con maggiore consapevolezza.

Dimensioni

Descrizione delle disposizioni ad agire

1
Conoscitiva e metodologica

Questa dimensione si caratterizza per un’apertura alla complessità
e alle sue caratteristiche. Il soggetto apprende a considerare le diverse relazioni tra i fenomeni (pensiero sistemico), a ipotizzare e valutare molteplici scenari futuri in cui poter prendere decisioni sostenibili collettivamente (capacità di previsione e pensiero strategico), orientandosi alle strategie divergenti del pensiero creativo e attivando un’adeguata attitudine al problem solving.

2
Socio-emotiva

Questa dimensione prende corpo dalla natura collettiva e co-partecipata
della sostenibilità. Il soggetto apprende che è importante riconoscere i diversi punti di vista e riconsiderare le proprie idee (cambiare prospettiva), che la sostenibilità esige un coordinamento nell’affrontare e risolvere in modo costruttivo le differenze (capacità collaborativa) e che occorre partecipare collettivamente ai processi
della società civile (propensione alla partecipazione).

3
Realizzativa

Questa dimensione si configura come il compimento dell’educazione allo sviluppo sostenibile per ciascuna allieva e ciascun allievo, attraverso l’autoconsapevolezza rispetto al proprio ruolo nel mondo, assumendo responsabilità e agendo di conseguenza, in considerazione di una serie di valori, da salvaguardare e promuovere in un’ottica di cittadinanza attiva.

Tabella

Scelte e progetti personali: dimensioni d’analisi e disposizioni ad agire nell’affrontare la complessità

Orientamenti della Formazione generale

Le tre dimensioni interagiscono con tutti i contesti di Formazione generale, caratterizzandone i diversi approcci pedagogico-didattici, e in tal modo sostengono uno sviluppo coordinato e globale dei temi che caratterizzano la sostenibilità. Per questa ragione, i diversi contesti vengono declinati attraverso una serie di repertori tematici, non vincolanti ma indicativi, suddivisi in orientamenti conoscitivi, socio-emotivi e realizzativi. Gli ultimi due orientamenti, soprattutto, costituiscono un contributo rilevante per ridurre la distanza psicologica tra il proprio contesto di vita e i problemi che si situano a livello globale: la contestualizzazione e l’esperienza diretta permettono di percepire e vivere in prima persona le tematiche di cui si compone l’educazione allo sviluppo sostenibile.

Infografica

Le dimensioni del contesto Scelte e progetti personali

Un approccio integrato

Naturalmente, l’insegnante può affrontare tematiche legate alla Formazione generale e allo sviluppo sostenibile, proponendo percorsi formativi in linea con le competenze disciplinari e trasversali attese dal curricolo. D’altra parte, occorre considerare che un approccio educativo e didattico integrato, globale e partecipativo contribuisce ad una più ricca rappresentazione del fenomeno da indagare: nessun campo disciplinare da solo, infatti, può ambire a coprire tutte le possibilità interpretative e formative atte ad affrontare le sfide odierne. Per la stessa ragione, occorre sottolineare quanto sia importante individuare, già nella fase di progettazione degli itinerari didattici, le connessioni tra la Formazione generale e le dimensioni disciplinari e trasversali del PdS, in modo da creare una rete coordinata tra saperi, abilità, processi e strategie, che dovrebbero essere rese evidenti anche alle allieve e agli allievi, compatibilmente al livello di sviluppo emotivo e cognitivo, per sottolineare la natura prospettica, multiforme e interconnessa del sapere.

L'istituto scolastico al centro del progetto educativo

Per via delle diverse forze impiegate in un progetto educativo globale, l’istituto scolastico – sia come ente che raggruppa e coordina tutte le persone che vi lavorano, sia come riferimento e supporto per gruppi distinti di docenti al suo interno – costituisce il punto di partenza e la risorsa principale per un’azione programmatica adeguata a far fronte a diversi scenari formativi.
Questi scenari possono risultare preziosi per sostenere un’unità di intenti e configurare così una identità di istituto, che possa assumere il profilo di una visione educativa condivisa, in grado di orientare prospettive e declinazioni pedagogiche comuni e coordinate. L’istituto, secondo quest’ottica, sollecita le ed i docenti stessi a relazionarsi nel contesto di una comunità di pratica e di apprendimento permanente, aperta al cambiamento e alle multiformi sfide educative, per dare linfa e continuità alle tematiche della formazione generale.
I vari progetti formativi, esemplificabili in studi di caso, itinerari didattici coordinati fino a vere e proprie giornate (o settimane) dedicate a tematiche specifiche, possono naturalmente variare a seconda delle aree disciplinari coinvolte e dei tempi di realizzazione (anche in base a bisogni contingenti e puntuali); possono, inoltre, assumere un’organizzazione a blocchi o profilarsi come approfondimenti relativi a tematiche che regolarmente vengono riproposte durante l’anno scolastico, mantenendo però costante l’atteggiamento accogliente nel confronto degli apporti dei singoli e la caratterizzante impostazione metodologica complessa. Entrano in questo scenario i progetti educativi di istituto, che possono chiamare a raccolta vari sforzi da parte delle e dei docenti in riferimento ad una tematica di caratura globale o locale, comunque connessa alla Formazione generale. Questa visione progettuale può naturalmente riguardare tutti i cicli scolastici, insistendo sull’importanza dell’inclusione di tutti gli allievi e dell’accoglienza costruttiva per il sistema-classe dei mondi di cui ognuno è portatore. La progettualità dell’istituto va naturalmente ad ascriversi sempre all’interno di un contesto più ampio, caratterizzato, ad esempio, da strategie educative promosse a livello regionale o cantonale.
Nell’ambito della progettazione, ma anche dell’esecuzione, del bilancio e in un’ottica di scambio di esperienze didattiche, a seconda dei contesti toccati e dell’approccio assunto, possono essere consultati e coinvolti per consulenze o contributi specifici le esperte e gli esperti della scuola dell’obbligo o altre/i professioniste/i in campo educativo (docenti di sostegno, orientatrici e orientatori, operatrici e operatori per l’integrazione ecc.). Inoltre, la collaborazione tra istituti diversi e la creazione di reti di docenti, che cooperano per l’approfondimento e la formazione rispetto a temi specifici, rappresentano iniziative molto preziose per promuovere importanti sinergie e condividere esperienze significative. A seconda del ciclo e della forma organizzativa, il fondamentale coordinamento tra insegnanti convolte/i assume ancora maggiore importanza in relazione all’armonizzazione tra ordini e cicli scolastici.
A titolo puramente esemplificativo, inseriamo una tabella per illustrare una possibile collocazione di attività didattiche tese allo sviluppo della Formazione generale:

SI

Attività e progetti esplorativi, giornate speciali e attività di istituto, apertura al territorio limitrofo.

SE

Progetti multidisciplinari e interdisciplinari, giornate e settimane speciali (comprese settimane bianche e verdi), attività d’istituto, collaborazione con enti e associazioni locali, attività disciplinari.

SM

Attività e progetti educativi di istituto, giornate a progetto, monte ore, collaborazione con enti e associazioni locali, ora di classe, discipline.

Tabella

Contesti di esperienza della formazione generale

Orientamenti metodologici per la formazione generale

Per concludere e riassumere, sono tre gli orientamenti metodologici da tenere in considerazione per una pianificazione coordinata ed interconnessa rispetto ai temi della Formazione generale e dell’educazione allo sviluppo sostenibile:

  • partecipazione, consapevolezza e senso di responsabilità, esplicitando il più possibile il ruolo attivo dell’allievo nell’esperienza formativa e, di conseguenza, nella presa di coscienza delle problematiche e della corresponsabilità rispetto alle decisioni da prendere;
  • educazione alle scelte e progetti personali, rintracciabile nell’esigenza di dotarsi di strumenti metodologici variegati e flessibili, così come di protocolli condivisi ed efficaci, nelle dimensioni cognitive, socio-emotive e realizzative, per leggere la complessità e per ricavarne una trama progettuale orientata al futuro;
  • apprendimento interdisciplinare e trasversale, configurabile come il contributo di diverse aree disciplinari per costruire una prospettiva il più completa possibile del fenomeno da esplorare, che può collegarsi a dimensioni politiche, ecologiche, sociali, culturali, storiche, artistiche, locali o globali. In questo scenario, gli istituti scolastici rappresentano un primario supporto ideativo, strategico e organizzativo;

Questi aspetti metodologici sono naturalmente fortemente integrati e interconnessi e si presentano costantemente nell’ambito dell’offerta didattica a sostegno della Formazione generale e dell’educazione allo sviluppo sostenibile.

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Il portale Piano di Studio è curato dal Centro di risorse didattiche e digitali, che gestisce materiali didattici proposti dalla Divisione della scuola, dalla Divisione della formazione professionale, dagli esperti di materia e dai docenti. Contattaci.
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