Ed. fisica: modello di competenza

Le competenze in educazione fisica sono definite come “l’insieme delle condotte motorie che consentono di rispondere con esito positivo alle esigenze poste da una situazione motoria”. Esse sono state specificate partendo dalla classificazione delle attività fisiche e sportive proposte dalla prasseologia motoria.
Prendendo in esame la presenza e/o l’assenza d’interazione motoria essenziale con partner, avversari e ambiente fisico ricco d’incertezza motoria, le attività fisiche e sportive vengono suddivise in otto ambiti di azione motoria.

Si tratta di tre categorie sociomotorie e di una categoria psicomotoria, che raddoppiano se messe in relazione con l’incertezza legata all’ambiente fisico. Partendo da questo modello sono state mantenute le tre categorie sociomotorie e quella psicomotoria, mentre sono state raggruppate in un unico blocco tutte le situazioni che si svolgono in un ambiente ricco d’incertezza motoria legata all’ambiente fisico e che valorizzano le attività in natura.

Schema

Situazioni motorie

Questo modello costituisce un’importante evoluzione per l’insegnamento/apprendimento in educazione fisica. Con questa concezione i docenti dovranno mettere in atto pratiche pedagogiche orientate alle competenze e alla capacità di valutare la progressione di allieve e allievi nei diversi ambiti di competenza.

Allo scopo di caratterizzare adeguatamente le condotte motorie, la nuova classificazione utilizza quale fattore chiave la nozione d’incertezza, sia essa associata al comportamento delle altre persone coinvolte sia a interazioni con l’ambiente fisico. I processi di trattamento dell’informazione e di presa di decisione da parte dell’allievo in azione diventano così fondamentali (intelligenza motoria). La suddivisione di tutte le attività motorie nei diversi ambiti permette al docente di orientare la programmazione in funzione delle finalità perseguite, del proprio progetto pedagogico e della relativa applicazione didattica. L’interesse formativo dell’educazione fisica consiste nel fatto che è possibile portare l’allievo a riutilizzare quanto precedentemente appreso (transfert di competenze), in quanto all’interno dello stesso ambito motorio le situazioni presentano delle analogie strettamente legate alla motricità.

Ambiti di competenza

Essere in grado di agire in un contesto che consente di sviluppare efficacemente l’automatismo motorio.

Essere in grado di stabilire delle interazioni motorie efficaci di solidarietà con il/i partner.
Essere in grado di effettuare delle opposizioni motorie efficaci nei confronti dell’avversario.
Essere in grado di stabilire delle interazioni cooperative adeguate e delle opposizioni efficaci all’interno della stessa situazione motoria.

Essere in grado di agire in un contesto ricco di incertezza legata all’ambiente fisico effettuando in modo opportuno le anticipazioni.

Processi chiave

Per far sì che l’allievo sia in grado di sviluppare delle competenze motorie, il docente dovrà metterlo in condizione di poter svolgere determinati processi cognitivi fondamentali per trovare e mettere in atto soluzioni efficaci alle situazioni motorie proposte.
I processi cognitivi indispensabili per gli apprendimenti dell’allievo in educazione fisica sono raffigurati nella tabella seguente: